Italia in mano a degli incapaci

crawmwell

Ogni giorno assistiamo al balletto politico sulle riforme da fare per risolvere qualche problema ed invece scoppiano scandali a non finire, che coinvolgono politici di qualsiasi colore. Tutti sono vittime di complotti, non mollano l’osso a cui sono attaccati e quando qualcuno domanda loro  “ma si può andare avanti così?” tutti rispondono che la colpa di questo andazzo di cose è delle regole che mancano, ed hanno tutti la coscienza a posto e stanno facendo il possibile in queste condizioni.

Nessuno che si assume la responsabilità di qualche errore, Nessuno che fa autocritica; Nessuno si accorge che il Paese va da una parte e loro sono da un’altra ; Nessuno che ammette la propria incapacità a fare delle cose che possano dare respiro ad un Paese al collasso.

La sensazione vera è che siamo in mano a degli incapaci, inutili a sé stessi e al Paese.

L’ultimo degli incapaci ci sembra il Sindaco Rottamatore del PD, che mostra ogni giorno di andare avanti in una campagna elettorale continua all’interno dello stesso partito con i soliti spot e frasi fatte per mettere in difficoltà il suo stesso partito con attacchi continui al governo Letta, con i suoi dico ma non faccio, accusando Letta di non fare quello che va fatto e non dicendo mai quello che va fatto; e mentre invita gli altri a fare, lui gioca al ruolo di leader tutto fare senza nulla concludere.

Tutte le questioni rimangono aperte e nessun punto si chiude. Anche lui comincia a mostrare tutti i limiti di capacità realizzativa di tutti gli obiettivi, che ha enunciato in campagna delle primarie. Ora che ha preso il comando del PD deve conquistarsi la credibilità, che non c’è. Una cosa è dirle le cose, un’altra cosa è realizzarle; ed è qui che casca l’asino; e allora cominciamo a parlare d’altro (di matrimoni gay per esempio), e allora parliamo di regole, di legge elettorale, di come raggiungere il premierato al governo al più presto, e così come un giocatore d’azzardo bleffa e sfotte amici e avversari, mostrando tutta l’arroganza del bambino capriccioso che in casa del malato chiede il giocattolo governo con i suoi dico ma non volevo dire: un giochetto che conosciamo bene per averglielo visto fare al suo padre putativo Silvio. Ed in questo gioco se tutto va bene vinco io, se tutto va male è colpa degli altri.

Il ricorso e la richiesta di nuove regole di gioco (la tanta agognata nuova legge elettorale) servono solo a coloro che, vecchi e nuovi, non sanno comandare ed invece di ammettere la propria incapacità a governare, cercano soltanto di aggiustarsi le regole, che permetta loro di continuare a galleggiare senza mai vincere una gara vera: piace loro vincere facile e, quindi nessuno di coloro che sono fuori dalla casta partitica deve essere in condizione di partecipare liberamente alla gara elettorale;  anzi cercano di cucirsi un vestito addosso in linea con il loro mediocre grado di capacità ed anzi cercano di eliminare dal gioco anche qualche frangia interna, che si oppone allo strapotere del nulla e del vuoto politico.

La dittatura politica di coloro che 40 anni fa si sono impadroniti del potere in Italia non vuole mollare l’osso e allora cambiamo le regole … chiamiamole riforme.

I fallimenti di questa classe dirigente sono sotto gli occhi di tutti e nessuno sarà in grado di riformare sé stesso, e allora violentiamo le regole, violentiamo la Costituzione a misura di incapacità.

A questo punto solo un evento di estrema violenza potrà cambiare la direzione di questo treno senza conducente, che corre precipitosamente verso la catastrofe avendo superato da tempo la fase di caos.

Un Paese che muore non serve a nessuno, nemmeno a loro stessi. Una politica miope e narcisista, oltre che autoreferenziale ed ipocrita, non serve ad un popolo, che ogni giorno si vede precipitato nella povertà, nell’incertezza del domani, costretto al suicidio di massa e al genocidio sociale.

Nuove regole non servono se non ci sono uomini idonei a rispettarle; servono semmai uomini nuovi ; servono uomini maturi col cuore di bambino; uomini sapienti e coscienti, che hanno innato il senso della giustizia; servono uomini giusti che diano lustro alla Politica.

Di questi uomini ce ne sono tanti in Italia … ma appartengono al popolo di fuori.

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  1. Sergio Scavone 17 gennaio 2014

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